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IL CORPO CHE CAMBIA.

Questa estate per la prima volta dopo tre anni, ho deciso di mettere il costume a due pezzi. Ho deciso di mettere uno slip a vita bassa. Ho deciso di abbandonare almeno per qualche volta, lo slip a vita alta. Quest’anno ho deciso di fregarmene. Ho deciso, finalmente, di accettarmi per come sono diventata.

Ho sempre tenuto all’aspetto fisico. Palestra, allenamento, corse e lunghe camminate. Mangiavo tanto, mai fatto diete. Però mi piaceva allenarmi. Quando sono rimasta incinta fino a 5 mesi la pancia si vedeva poco e niente. Riuscivo persino a tenermi ancora il mio piercing all’ombelico. Poi tutt’un tratto, come dire, è esplosa.

Ho sempre avuto il timore delle smagliature, essendone io soggetta. Pensate che già a 14 anni combattevo le prime che uscirono sulle cosce. In gravidanza mi cospargevo di olio due volte al giorno, olio di mandorle e crema per le smagliature. Ma questo non bastó a tenere a bada l’uscita di queste nemiche. Un giorno mi alzavo e ne vedevo una, poi un’altra, poi ancora. Fino ad avere la pancia completamente piena. Insieme a loro cresceva una cicatrice intorno all’ombelico, ed io non vi nego che facevo fatica a guardarmi la pancia.

A nove mesi la mia pancia era molto grande. Avevo più acque del dovuto e Giordan pesava già più di tre chili. Andai oltretermine, quindi la pancia era arrivata al limite.

Dopo il parto le gambe tornarono come prima, il sedere anche. Tutto tornó come prima, tranne la pancia.

“Servirà del tempo” mi dicevo e dicevano.

“Ha bisogno di tempo per riprendere elasticità” . Passarono mesi e arrivò l’estate. E non era tornata affatto come prima. Il problema è che era cresciuta più di quanto dovesse crescere, era andata oltre il limite, lasciando così tanta pelle in eccesso sia sopra l’ombelico che sotto.

Non mi sapevo più vedere e non sapevo accettare questo corpo che era cambiato. Il piercing non sono più riuscita a metterlo, perché la parte si era lacerata. Mi sapevo vedere solo con i pantaloni a vita alta, altissima. Che non intravedessero le cicatrici. Avrei dovuto fregamene lo so, ma la verità è che non mi interessava niente del giudizio degli altri, il problema ero proprio io.

Arrivó l’estate ed io non guardavo più nessun tipo di slip normale, ma solo a vita alta. Mi sentivo a disagio se qualcuno mi fissava la pancia. Ed arrivai al punto di non spogliarmi più nemmeno davanti allo specchio, per evitare di guardarmi.

Non era il mio pensiero fisso, non ne facevo una malattia. Ma mi recava dolore saper che non sarei più tornata come prima. Pensai anche ad un intervento chirurgico. Volevo togliere quella pelle in eccesso. Volevo tornare a sentirmi bene con me stessa.

Con il passare del tempo la situazione miglioró di poco. Ma come ben sapete, le cicatrici sono segni che rimangono.

Non so quando, non saprei dirvelo con precisione, ho iniziato a fregarmene. Anzi, forse lo so. Ho iniziato a fregarmene quando qualcuno mi ha iniziato ad amare così come sono. Ho iniziato a fregarmene quando riuscivo a mostrare la pancia non solo davanti lo specchio, ma anche davanti un’altra persona. Ho iniziato a fregarmene quando qualcuno mi vedeva bellissima anche con tutte queste imperfezioni. E allora ho iniziato a crederci un po’ anche io. Che forse era ora di accettarmi per quella che ero, per quella che ero diventata. Ho iniziato a pensare che il corpo si modifica come vuole, e a volte non possiamo farci molto.

Ed eccomi qua che mi ritrovo in un negozio di costumi. “Vorrei uno slip a vita alta” . “Anzi, scusi, mi faccia provare anche lo slip normale”. Ecco, in quel momento io ero andata oltre. Inconsapevolemente, io, avevo iniziato ad accettare il mio corpo. Sapete come è finita? Che quello slip l’ho provato, e l’ho comprato. L’ho indossato e mi sono sentita finalmente libera. Libera di essere me stessa e vestirmi come volevo. Me ne sono fregata. Me ne sono fregata se qualcuno poteva guardarmi. Perché è così, quando stai bene con te stessa, del resto, non te ne importa nulla.

È un percorso lungo, bisogna lavorarci sopra a volte. Altre volte invece capita così, che ti rivedi negli occhi di chi ti ama e ti inizi a piacere almeno un terzo di quanto piaci a lui. Ma quel terzo è quello che serviva per darti il coraggio.

Questo è il corpo che cambia dopo una gravidanza. È il corpo che si trasforma. Ad alcune va bene, ad altre un po’ meno.

Ci sentiamo estranee nel nostro corpo. “È un corpo che non mi appartiene” dicevo. Dovevo solo abituarmi, abituarmi a questa pancia nuova dopo 27 anni.

Mamme, accettatevi e piacetevi. Siate libere di sentirvi bene. Indossate quello che più vi piace e non limitatevi. Fregatevene dei chili in più, del sedere grosso, della pancia molla e del seno sceso.

Siamo meravigliose per quello che siamo. Io non mi sono guardata allo specchio per un po’, ma ora tornassi indietro mi ci guarderei tutte le volte possibili, solo per dire: “Questo corpo ha dato al mondo la vita vera”

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